Chiesa Cristiana Evangelica Pentecostale A.D.I. di Mantova

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Meditazione


CREDENTI TIEPIDI

"Dopo di lui Baruc, figliuolo di zaccai, ne restaurò con ardore un'altra parte….."

NEHEMIA 3:20




Durante l'impero persiano, Baruc si distinse unitamente a Nehemia nell'opera di ricostruzione delle mura di Gerusalemme, la città di Davide, completamente distrutta dalla conquista Babilonese.

Quest'uomo aveva una caratteristica particolare, che oggi pochi mostrano nel proprio lavoro, vale a dire quella di operare con ARDORE. Una parola sentita poco ma che esprime l'attitudine con cui Baruc si spendeva nello svolgimento del suo incarico. Per comprendere il sentimento che lo animava, dobbiamo capire il significato di questa parola.

ARDORE deriva da ARDERE e da quindi l'idea del fuoco che brucia, pensiamo ad un pezzo di legno che si consuma. Il fuoco che brucia con forza produce inevitabilmente del calore. Pensiamo quando ci accostiamo ad un camino acceso, immediatamente percepiamo un forte calore.

In sostanza l'ardore richiama l'idea di un calore intenso pari a quello che produce il fuoco e quindi rimanda all'idea di una passione, di un sentimento vigoroso e vibrante. Baruc era animato da questo sentimento quando si trovò a collaborare per la ricostruzione di Gerusalemme.

Non era svogliato e neppure pigro, egli si adoperava con foga ed entusiasmo in assegno all'incarico che gli era stato affidato. Non è forse questa l'attitudine che deve essere presente nel nostro cuore verso Dio e la sua opera? Siamo animati da uno zelo intenso o nel tempo si è forse spento? In un inno cristiano viene citata questa espressione: "IL SEGRETO DEL MIO ZEL è che VIVO PER IL CIEL".

Ebbene si, se vogliamo sperimentare questo ardore e lavorare per Dio con zelo intenso, dobbiamo vivere per il cielo. Cosa significa vivere per il cielo? Questa espressione ha un duplice significato. Innanzitutto equivale a cercare prima il suo regno e la sua giustizia, quindi la sua volontà affinché si trovi compimento nella nostra vita, applicandoci per la nostra santificazione alfine di piacere al Signore. Inoltre equivale a vivere con la consapevolezza che la nostra vera casa è quella che ci attende lassù nel cielo, quel luogo benedetto che il Signore sta preparando per noi.

Quindi cercando i tesori che durano, che sono eterni e non a quelli terreni che sono destinati a sparire. Per certo se il nostro sguardo è rivolto solo a questa terra, alle cose di questa vita, il nostro zelo per Dio comincerà a spegnersi. Di contro, se i nostri occhi cominciano a guardare verso il cielo, in direzione di Dio e della vera casa che ci attende, allora il nostro zelo non potrà che accrescere. A cosa stai applicando il tuo cuore? Forse solo al lavoro alla famiglia o alla tua casa.

Fai come Esdra che votò il suo cuore allo studio e alla pratica della parola di Dio. Il significato del nome Baruc è interessante, significa infatti BENEDETTO, un nome che ci fa comprendere un aspetto importante: quando lo sguardo è rivolto verso l'alto e quindi viviamo in funzione del cielo, riceviamo quell'ardore di cui abbiamo bisogno, quello zelo intenso per servire il Signore.

Tutto questo ci fa realizzare una cosa preziosa: la benedizione di Dio. Baruc sapeva che la ricostruzione delle mura di Gerusalemme rientrava a pieno titolo nella volontà di Dio, perciò volendo assecondare i disegni del Signore, era animato da un ardore particolare nel compiere la sua opera. Baruc fu benedetto, non solo di nome ma anche di fatto.

Chiediamo al Signore di aiutarci a vivere per il cielo e riceveremo la sua benedizione, poiché, come è scritto nella sua Parola, quel che fa ricchi è la BENEDIZIONE DI DIO.


Gioele Benaglia






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