Menu principale:
Mi chiamo Gioele e voglio raccontare, a te che leggi, cosa è accaduto alla mia vita. Un giorno ho incontrato Gesù! Forse ti sembrerà strano che ti dico questo ma Gesù non è appeso ad una croce; come dice la Bibbia, Egli è morto, poi è risorto ed ora vive aspettando che noi decidiamo di incontrarLo. Non come un classico incontro tra due persone, ma un incontro interiore dell’anima.
Inizio col raccontarti che sono nato in una famiglia di fede cristiana evangelica, ma ciò non implicava che ero salvato, anche perché la Bibbia afferma che "chi non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio" (Giovanni 3:3). Quindi è solo incontrando Gesù e "nascendo di nuovo" che un giorno possiamo andare con Lui nel regno dei cieli. Ed è proprio di questa esperienza che ho realizzato che ti voglio raccontare. Come ti dicevo anche i miei genitori hanno realizzato questo, quindi fin da piccolo mi hanno parlato di Gesù non come un Dio lontano e disinteressato ma come una persona vicina, reale e vivente. Mi hanno sempre insegnato ciò che afferma la Bibbia e cioè che Gesù è morto per i peccati di noi tutti. Forse ti stai chiedendo: "per i miei peccati"?. Sì perché la Bibbia afferma che "tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio" (Romani 3:23). Quindi ho sempre saputo, che avrei dovuto accettare Gesù come unico salvatore della mia anima, per il perdono dei miei peccati. Ritornando alla mia esperienza, sono stato fin da piccolo un bambino tranquillo. All’età di dieci anni per diversi motivi mi sono trasferito in un particolare quartiere della mia città. Purtroppo questo era ed è tuttora uno dei luoghi dove impari a crescere per strada con tutto ciò che ne consegue. La microcriminalità è dilagante e molti incominciano fin da giovani con la droga. Ma gli insegnamenti ricevuti fin da piccolo mi tenevano lontano da questi pericoli. Un giorno all’età di 14 anni, durante una riunione di preghiera in chiesa, feci una semplice preghiera dicendo a Dio queste semplici parole: "Dio entra nella mia vita". In quell’istante sentii subito la Sua presenza dentro di me; un qualcosa di meraviglioso ed indescrivibile mi stava riempiendo il cuore. Avevo incontrato Gesù. Ero molto giovane, ora ho quasi 23 anni ma ricordo come se fosse ieri l’incontro con Gesù. Tornato a casa ripresi la vita normale, la scuola, gli amici e cosi via. Purtroppo in poco tempo misi da parte quell’esperienza e intrapresi altre strade, quelle che i miei amici avevano già intrapreso da tempo. Invece di camminare per le vie che Gesù mi indicava, incominciai a prendere le vie decise da me. Purtroppo la vita che conducevo e la droga che assumevo, mi portavano ad avere un atteggiamento ribelle e di cattiveria. Mi ero completamente allontanato da Gesù. Oltre ad essere ribelle in famiglia, ero cattivo con le persone, amavo litigare. I miei genitori però continuarono a ricordarmi dell’opera che Gesù aveva compiuto per me. Il mio percorso però andò avanti finché un giorno qualcosa sconvolse la mia vita: mia mamma si ammalò di cancro. Però mentre in lei c’era la tranquilla fiducia in Gesù, io provavo quel senso di solitudine di colui che ha perso quella stessa fiducia. Questo senso di solitudine e smarrimento mi fece affondare sempre di più nella droga. Un giorno fui invitato ad andare ad un raduno organizzato dalle chiese cristiane evangeliche e dopo una lotta interiore mi decisi a parteciparvi. In una di queste sere, mediante la predicazione della parola di Dio (la Bibbia), Gesù parlò profondamente al mio cuore. Mi fece sentire il peso del mio peccato poiché ero lontano da lui. Compresi che avevo messo da parte Gesù ed in quella sera rivolsi a Lui una preghiera chiedendoGli di perdonarmi dai miei peccati, poiché se per fede ci rivolgiamo a Dio credendo in Gesù otteniamo il suo perdono. Posso assicurarti che quella sera stessa, al termine di quella preghiera, sentii la pace di Dio nel mio cuore; quella pace interiore che oggi l’uomo cerca ma non trova. Quella sera realizzai la vera pace: quella di essere ritornato in comunione con il mio Signore. Presi una decisione ferma: avrei seguito Gesù con tutto me stesso, sapendo che con le mie sole forze non ci sarei mai riuscito, ma con il Suo potente aiuto sì. Da quell’istante i miei pensieri non furono più rivolti alla droga, ma a cercare di conoscere sempre di più Gesù. In che modo? Leggendo la Bibbia, poiché per mezzo d’essa Dio parla a noi, ma anche pregando, nell’intento di far crescere il mio rapporto di comunione intima con il Salvatore. Pregando in "SPIRITO e VERITA’", attraverso le nostre semplici parole provenienti dal cuore e non da formule imparate a memoria. In "spirito", cioè senza pregare Dio davanti a statue poiché il comandamento di Dio è chiaro: "non ti fare scultura alcuna o immagine…" (Esodo 20:4) e rivolgendosi solo a Dio come dice la Bibbia: "a Lui solo rendi il tuo culto"(Levitico 4:8). In precedenza ero cattivo e violento ma Dio ha messo in me un profondo senso di amore per il mio prossimo e il desiderio di condurre una vita onesta. Ecco la "nuova nascita". Sono passati 4 anni da quella fatidica sera e posso assicurarti che tuttora sono in comunione con Dio e provo ancora la stessa gioia pace che ho realizzato in quel giorno. Egli è fedele ed ogni giorno mi dà la forza di affrontare ogni vicissitudine di questa vita. La mia vita è nelle sue mani e ho la certezza che un giorno andrò in cielo con Gesù per tutta l’eternità perché l’ha promesso Lui stesso. In conclusione ti lascio con un verso che riassume la mia vita:
"Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate, ecco sono diventate nuove"(2 Corinzi 5:17).