Carla - Chiesa Cristiana Evangelica Pentecostale A.D.I. di Mantova

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

Carla

 


Mi chiamo Carla e desidero raccontarti il mio meraviglioso incontro col Signore Gesù risalente al lontano 1979.
Fu quell'incontro a porre fine al periodo peggiore della mia vita, cominciato il 18 settembre dell'anno precedente. Quel giorno, infatti, non fui capace di alzarmi dal letto: ero a pezzi fisicamente, psicologicamente ed anche spiritualmente.
Sono cresciuta in una famiglia cattolica e come tale credevo e pensavo.
Il battesimo me l'avevano fatto, la comunione e la cresima pure. Se sto per morire - pensavo - mi daranno l'estrema unzione e sicuramente andrò in paradiso. Avevo la ferma convinzione di essere una brava persona, in fondo avevo sempre cercato di aiutare gli altri, non cercavo mai il litigio, piuttosto chinavo la testa. Da ragazza insegnavo catechismo ai bambini e osservavo tutte le regole della chiesa cattolica, perché così mi avevano insegnato.
A 23 anni mi sposai, a 24 diventai mamma di Licia e a 25 di Sara. Non mi mancava nulla, eppure ero ridotta ad uno straccio. Nonostante il mio buon comportamento e tutti i miei sforzi, a soli 27 anni non avevo entusiasmo, nessun desiderio di vivere. Il medico curante mi diagnosticò la "depressione". Quando sentii pronunciare questa malattia non sapevo cosa significasse.
Sapevo però di pesare 42 kg, di soffrire d'insonnia e di avere tremolio alle gambe e alle braccia. Avevo poca resistenza nelle mani, non riuscivo nemmeno a tenere in braccio le mie bambine e ciò mi rattristava enormemente.
Ricordo che avevo paura di stare da sola, ma anche quando ero con altre persone mi sentivo a disagio.
La pressione bassa mi provocava degli improvvisi svenimenti. Avevo una eccessiva sudorazione che partiva dalla schiena e scendeva fino ai piedi. Facevo fatica a mangiare e a digerire e, per fronteggiare tutti questi problemi, dovevo assumere altrettante medicine che mi erano state prescritte. Questi farmaci mi aiutavano per qualche ora ma poi, passato l'effetto, ripiombavo in uno stato peggiore del precedente.
Non c'era più gioia di vivere in me. Così iniziai a pensare che l'unico rimedio a questo mio malessere fosse quello di togliermi la vita.
Un giorno, lo ricordo bene, era un sabato mattina, chiamai per l'ennesima volta il medico curante. Le mie figlie erano a casa e avevano bisogno di me, ma io non stavo bene. La sudorazione mi indeboliva costantemente; la poca concentrazione creava confusione e non riuscivo a fare nulla.
Il medico al telefono mi rispose: "la aspetto lunedì per prescriverle una cura più forte". In quel momento ebbi la netta sensazione di essere intrappolata in un tunnel buio senza via d’uscita.
Le gambe non mi ressero e, senza accorgermene, mi ritrovai in ginocchio. Piangendo chiesi a DIO: "se ci sei, fai qualcosa per me".
Qualche giorno dopo, feci la conoscenza di una vicina di casa che si era appena trasferita. Era una vera credente cristiana la quale, dopo aver ascoltato uno dei miei “sfoghi”, mi parlò subito di GESU’. Mi disse che Egli è vivente, che era al mio fianco e che di qualsiasi cosa avessi avuto bisogno, Lui mi avrebbe esaudito, così come è scritto nel Vangelo di Matteo (6:6): “Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta e, chiusa la porta, rivolgi la preghiera al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa”.
Rimasi così colpita dalla fermezza della sua fede che in quel momento presi la decisione di mettere in pratica le sue parole. Rientrai in casa e chiusi letteralmente le finestre. Rimasi al buio, mi inginocchiai nel corridoio e lì aprii il mio cuore al SIGNORE GESU'. Gli parlai proprio come se fosse stata una persona presente fisicamente e Gli confidai tutti i miei pesi. Non so quanto tempo trascorsi così inginocchiata ma da quel momento la mia mente si soffermava più su Lui che su tutte le mie problematiche.  Volevo conoscerLo.
Dopo qualche settimana mi permisi di chiedere un segno a Dio. Dammi solo un segno - Gli dissi - conferma che mi stai ascoltando e che le mie preghiere non sono vane.
Stavo male e sentivo che solo Lui poteva guarirmi, solo Lui poteva capirmi.
La risposta arrivò dopo qualche giorno mentre ero in una piazza della mia città. Ogni giorno la attraversavo per portare le bambine all'asilo; di solito, al ritorno, sentivo il bagnato nelle scarpe per la forte sudorazione di cui soffrivo, ma in quel nebbioso giorno di novembre scoprii... di essere perfettamente asciutta! Ebbi un'esplosione di gioia, poi fui invasa da un calore che non avevo mai provato prima. Avvertivo in me la dolce presenza di Gesù e mi guardavo attorno convinta che Lui fosse lì, quasi potessi toccarlo. Che scoperta! Gesù vive!
Il Signore operò in me progressivamente. Abbandonai le medicine poco per volta e Lui mi tolse uno alla volta tutti i disturbi che avevo, restituendomi forza e salute.
Da quel momento, inoltre, mi sono immersa nella lettura della Bibbia e ho realizzato nella mia vita tutte le Sue promesse. Sono "nata di nuovo" come scritto nel Vangelo di Giovanni (3:5). Ho così cominciato a provare una gioia profonda, indipendente dalle circostanze, dai problemi e dalle difficoltà del vivere quotidiano.
Sono andata dal Signore pensando di ottenere solo la guarigione fisica, ma poi ho scoperto un Dio d'amore che ha provveduto alla mia guarigione spirituale. Oggi posso solo ringraziarLo con tutto il cuore per la Sua salvezza e per la felicità che mi ha donato. Sono passati quasi trent'anni.
Davanti a me non c'è più il tunnel buio, ma la Sua Luce.

"Or Gesù parlò loro di nuovo, dicendo: Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita" (Giovanni 8:12).

A DIO SIA LA GLORIA.



 
Torna ai contenuti | Torna al menu